Eparina e coronavirus

EPARINA E CORONAVIRUS ….cosa li accomuna?

Medici, virologi, scienziati e tuttologi si stanno scatenando alla ricerca di un rimedio per combattere il coronavirus.

Noi non siamo medici e facciamo parte di quella schiera di persone che cercano le soluzioni alternative, quando la soluzione è lontana, basandoci su quel poco che si sa e su un po’ di buon senso. Non vogliamo sostituirci ai medici ma solo esprimere un parere, visto che al momento si stanno testando farmaci, che non dando risultati certi.

Eparina e coronavirus

Questo è il nostro ragionamento:

Il Covid-19 provoca sintomi influenzali, quali dolori muscolari, febbre a volte neanche troppo alta e tosse, ma può degenerare in una polmonite settica.

Cos’è la sepsi?  La sepsi si verifica quando la risposta dell’organismo (risposta sistemica riconosciuta come SIRS) a un’infezione diventa “eccessiva”, causando una grave forma di infiammazione e disfunzioni di tessuti e organi.

Nello specifico si danneggiano i polmoni che si riempiono di coaguli di sangue (Trombi)

Detto questo è purtroppo evidente che curare il coronavirus stando a casa in attesa che compaiano al quarto, quinto giorno i gravi problemi respiratori che denotano che ormai i polmoni sono già stati intaccati e pieni di piccoli trombi, non è certo la scelta migliore per chi vorrebbe evitare di finire intubato e magari di morire.

Non abbiamo molta fiducia nei farmaci che in molti menzionano, viste le statistiche e lo scetticismo degli stessi medici, ma ci facciamo da profani una domanda semplice semplice.

E se si provasse ad agire sui sintomi e non sulla causa? Quando abbiamo un raffreddore e prendiamo dei farmaci, in realtà non CURIAMO il raffreddore, piuttosto attenuiamo i sintomi con i farmaci, in attesa che il raffreddore passi (e quindi in attesa che il virus del raffreddore che è sempre un coronavirus, ci lasci in pace)

E se si provasse con un farmaco a sciogliere i piccoli trombi che riempiono i polmoni prima che diventino così tanti da impedire l’ossigenazione, in attesa che il Coronavirus decida di uscire dal nostro corpo?

Esiste qualche farmaco che può fare questo?

EPARINA E CORONAVIRUS, PERCHE’

Da profani diciamo l’eparina, un principio attivo in grado di interrompere o rallentare il processo di coagulazione del sangue e prevenire la formazione di trombi. L’eparina a basso peso molecolare si inietta facilmente nella pancia, molti di noi l’avranno provata su se stessi per prevenire l’embolia polmonare in caso di fratture o a seguito di interventi chirurgici.

Ci chiediamo: sarebbe una pazzia pensare di somministrare piccole dosi di eparina, per una settimana o dieci giorni a quei pazienti positivi al coronavirus che si curano in casa, prima che i polmoni siano gravemente danneggiati?

Ci piacerebbe sentire qualche parere medico sulla nostra opinione, per capire se abbiamo una possibilità che questa tanto temuta malattia con cui dovremo convivere per forza di cose, possa in qualche modo essere tenuta sotto controllo, senza limitare completamente la nostra vita con la paura di un contagio, che al momento appare come una condanna se non a morte certa, a momenti non facili e terribili.

E’ chiaramente comprensibile che nel pieno dell’epidemia, fare affidamento su un vaccino che ci metterà anni per essere messo in commercio, se mai ci sarà, significa illudersi, sono anni che esiste la Sars e ancora non esiste un vaccino e siamo ragionevolmente convinti che il Coronavirus non sia altro che una piccola variante della Sars. E’ anche inutile concentrarsi sulla “cura” attraverso un antivirale somministrato a chi arriva in ospedale giusto in tempo per essere intubato, quando già si presume che il danno ai polmoni sia ormai quasi irreversibile.

 

 

 

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