domenica, Aprile 14, 2024

Intestino il secondo cervello

Intestino il secondo cervello

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L’intestino svolge  in maniera del tutto autonoma le sue funzioni di assimilazione, trasformazione ed eliminazione, ma al tempo stesso interviene  nei processi determinati dalle nostre emozioni o viceversa determinando le nostre emozioni.

Esiste una vera e propria collaborazione, uno scambio reciproco tra cervello e intestino.

Un sentimento di ansia, paura, gioia o dolore, agisce immediatamente sul nostro sistema gastroenterico facendoci avvertire la sensazione a livello fisico attraverso sintomi più o meno intensi.

 

Non è un caso che pensieri erosivi provochino gastrite e ulcera, il non lasciar andare le emozioni provochi stitichezza; agitazione, ansia sono causa di diarrea e meteorismo.  D’altro canto un intestino che funziona correttamente diventa fonte di benessere fisico e mentale, rende l’animo tranquillo e gioioso, stimola la concentrazione e la creatività.

 

Il nodo allo stomaco che avvertiamo quando siamo seriamente preoccupati o al contrario la sensazione di leggerezza (le farfalle nello stomaco) che si avverte quando siamo felici, sono uno dei segni tangibili di quanto possa essere reale la presenza di un secondo cervello, che determina in parte il nostro stato mentale e svolge un ruolo chiave in alcune malattie.

Il gastroenterologo Emeran Mayer afferma che Il sistema nervoso enterico, situato nel tratto gastrointestinale, ha un numero di neuroni pari a quello del midollo spinale ed è talvolta chiamato secondo cervello del corpo. L’80 per cento del nostro benessere potrebbe venire dalla complessa interazione tra il cervello nella nostra testa e quella nel nostro intestino.

Gerson Michael D responsabile del Dipartimento di Anatomia e Biologia cellulare della Columbia University, dice: “Il sistema gastroenterico è dotato di un cervello. L’ intestino è più intellettuale del cuore e potrebbe avere una capacità emozionale superiore. È il solo organo a contenere un sistema nervoso intrinseco in grado di mediare i riflessi in completa assenza di input dal cervello o dal midollo spinale; Una grande parte delle nostre emozioni è probabilmente influenzata dai nervi nel nostro intestino”

Infatti circa il 90 per cento delle fibre del nervo viscerale primaria, vago, portano le informazioni dall’intestino al cervello e non viceversa. la stimolazione elettrica del nervo vago un trattamento utile per depressione può imitare questi segnali. I trattamenti per la depressione che agiscono sul nervo vago, provocano reazioni a livello intestinale in quanto agiscono sulla serotonina contenuta nelle viscere.

 

Pare che inibendo il rilascio di serotonina a livello intestinale, si possa contrastare l’osteoporosi post menopausa.  L’intestino regolerebbe la massa ossea al punto che si potrebbe utilizzare questo regolamento per curare l’osteoporosi 

Il secondo cervello media la risposta immunitaria del corpo; non a caso il nostro intestino è dotato di una flora batterica atta a difendere l’ organismo da attacchi di agenti patogeni.

Ci hanno insegnato che la cioccolata o i cibi soprannominati confort-food, migliorano il nostro umore, in quanto ci riportano alla nostra infanzia, alla sensazione di sicurezza data dalla famiglia. La realtà potrebbe essere tutt’altra, spiegabile studiando l’effetto diretto dei componenti dei cibi. Essi hanno un effetto diretto sui neurormoni dell’intestino, che trasmettono al cervello le sensazioni di risposta. La somministrazione di acidi grassi in assenza di associazioni piacevoli esterne, ha effettivamente il potere di ridurre la tristezza e il senso di fame, come si è potuto appurare da un test effettuato su due gruppi di volontari . A un gruppo è stata iniettata soluzione salina, ad un altro acidi grassi. Entrambi i gruppi sono stati spettatori di video che avrebbero dovuto provocare tristezza.  Ebbene, i primi si sono effettivamente sentiti molto tristi, mentre gli altri hanno mantenuto il loro umore.

Questo spiega perchè in stato di stress siamo  portati a scegliere cibi grassi, non è la mente che ce lo chiede, ma proprio il nostro corpo! Purtroppo questa forma di compensazione che dà una mano nella riduzione dello stress, porta logiche conseguenze a livello fisico, provocando aumento di peso e accumulo di colesterolo.

La fame aumenta perchè il nostro secondo cervello stimola la produzione di grelina, l’unico ormone intestinale conosciuto in circolazione ad effetto oressizzante.(stimolante dell’appetito) che svolge anche un ruolo nella omeostasi energetica, nella adipogenesi e nella regolazione dell’insulina.

Le emozioni negative di paura, rabbia, ansia, depressione e preoccupazione stress, interventi chirurgici, farmaci, tossine, cibo scadente e cattiva postura. emozioni negative che non possono trovare uno sbocco, logorano gli organi e trascinano nell’addome le scorie prodotte dando luogo a tensione fisica, spasmi, gonfiore, restringimento dei vasi sanguigni, cattiva circolazione linfatica,  accumuli di tessuto adiposo e cellulite nella zona del punto vita.

L’intestino riesce a tenere a bada questo fiume di “tossine emotive”, mantenendo un certo equilibrio, fino a quando non riesce più a tenere il passo con il flusso naturale, così ll centro energetico del corpo, che si trova all’altezza dell’ombelico si congestiona e diventa sede di problemi che si ripercuotono sull’ intero organismo.

Tutte le tensioni, i conflitti interni, e le contraddizioni di una vita  cristallizzano in addome più che in qualsiasi altra parte del corpo.

Quindi è importante che il nostro secondo cervello sia curato e coccolato, per garantirci una vita sana, felice ed equilibrata.

Come ritrovare l’equilibrio tra intestino e cervello e regalarti una vita sana e leggera

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