Intestino il secondo cervello

Il nostro intestino funziona come un secondo cervello!

Non solo svolge  in maniera del tutto autonoma le sue funzioni di assimilazione, trasformazione ed eliminazione, ma interviene anche in processi determinati dalle nostre emozioni o viceversa determinando le nostre emozioni.

Esiste una collaborazione, uno scambio reciproco tra il nostro cervello e l’intestino.

Un sentimento si ripercuote  sul nostro sistema gastroenterico facendoci avvertire la sensazione a livello fisico attraverso sintomi più o meno intensi.

Non è un caso che pensieri erosivi provochino gastrite e ulcera, il non lasciar andare le emozioni provochi stitichezza; agitazione, ansia sono causa di diarrea e meteorismo.

Vero è il contrario, un intestino che funziona correttamente diventa fonte di benessere fisico e mentale, rende l’animo tranquillo e gioioso, stimola la concentrazione e la creatività.

Il nodo allo stomaco che avvertiamo quando siamo seriamente preoccupati o al contrario la sensazione di leggerezza (le farfalle nello stomaco) che si avverte quando siamo felici, sono uno dei segni tangibili di quanto possa essere reale la presenza di un secondo cervello,  che determina in parte il nostro stato mentale e svolge un ruolo chiave in alcune malattie in tutto il corpo.

Il gastroenterologo Emeran Mayer afferma che Il sistema nervoso enterico, situato nel tratto gastrointestinale, ha un numero di neuroni pari a quello del midollo spinale ed è talvolta chiamato secondo cervello del corpo. L’80 per cento del nostro benessere potrebbe venire dalla complessa interazione tra il cervello nella nostra testa e quella nel nostro intestino, Mayer teorizza. .  Gerson Michael D responsabile del Dipartimento di Anatomia e Biologia cellulare della Columbia University, dice: “Il sistema gastroenterico è dotato di un cervello. L’intestino è più intellettuale del cuore e potrebbe avere una capacità emozionale superiore.

È il solo organo a contenere un sistema nervoso intrinseco in grado di mediare i riflessi in completa assenza di input dal cervello o dal midollo spinale; Una grande parte delle nostre emozioni è probabilmente influenzata dai nervi nel nostro intestino” infatti circa il 90 per cento delle fibre del nervo viscerale primaria, vago, portano le informazioni dall’intestino al cervello e non viceversa. la stimolazione elettrica del nervo vago un trattamento utile per depressione può imitare questi segnali.

I trattamenti per la depressione che agiscono sul nervo vago, provocano reazioni a livello intestinale in quanto agiscono sulla serotonina contenuta nelle viscere.

Pare che inibendo il rilascio di serotonina a livello intestinale, si possa contrastare l’osteoporosi post menopausa.

“L’intestino regolerebbe la massa ossea al punto che si potrebbe utilizzare questo regolamento per curare l’osteoporosi” Gerard Kansently

Gershon ha scoperto che gli stessi geni coinvolti nella formazione delle sinapsi tra neuroni nel cervello sono coinvolti nella formazione di sinapsi alimentari” Questo potrebbe spiegare perché così tanti bambini con autismo hanno elevati livelli di serotonina intestinale nel  sangue.

Il secondo cervello media la risposta immunitaria del corpo; non a caso il nostro intestino è dotato di una flora batterica atta a difendere l’ organismo da attacchi di agenti patogeni.

Ci hanno insegnato che la cioccolata o i cibi soprannominati confort-food, migliorano il nostro umore, in quanto ci riportano alla nostra infanzia, alla sensazione di sicurezza data dalla famiglia. Bene, potrebbe non essere così….

I componenti dei cibi, hanno un effetto diretto sui neurormoni dell’intestino, che successivamente trasmettono al cervello le sensazioni di risposta.

La somministrazione di acidi grassi in assenza di associazioni piacevoli esterne, ha effettivamente il potere di ridurre la tristezza e il senso di fame, come si è potuto appurare da un test effettuato su due gruppi di volontari .

Un esperimento effettuato su due gruppi di persone ha dimostrato appieno la validità di questa affermazione.  Ad un gruppo sono stati somministrati acidi grassi, ad altri della soluzione salina. Entrambi i gruppi sono stati spettatori di video che avrebbero dovuto provocare tristezza.  Ebbene, i primi si sono effettivamente sentiti molto tristi, mentre gli altri hanno mantenuto il loro umore.

Questo spiega perchè in stato di stress siamo  portati a scegliere cibi grassi e quindi a guadagnare peso. E’ il nostro corpo che ce lo chiede!

La fame aumenta perchè il nostro secondo cervello stimola la produzione di grelina, l’unico ormone intestinale conosciuto avente  effetto oressizzante.(stimolante dell’appetito) che svolge anche un ruolo nella omeostasi energetica, nella adipogenesi e nella regolazione dell’insulina.

Le emozioni negative di paura, rabbia, ansia, depressione e preoccupazione stress, interventi chirurgici, farmaci, tossine, cibo scadente e cattiva postura. emozioni negative che non possono trovare uno sbocco, logorano gli organi e trascinano nell’addome le scorie prodotte dando luogo a tensione fisica, spasmi, gonfiore, restringimento dei vasi sanguigni, cattiva circolazione linfatica,  accumuli di tessuto adiposo e cellulite intorno alla vita, Fino ad un certo punto l’ intestino riesce a tenere a bada questo fiume di “tossine emotive” ma arriva un momento in cui non riesce più a tenere il passo con il flusso naturale. ll centro energetico del corpo, che si trova all’altezza dell’ombelico si congestiona e diventa sede di problemi che si ripercuotono sull’ intero organismo. Tutte le tensioni, i conflitti interni, e le contraddizioni di una vita  cristallizzano in addome più che in qualsiasi altra parte del corpo.

Quindi è importante che il nostro secondo cervello sia curato e coccolato, per garantirci una vita sana, felice ed equilibrata.

Le chiavi per raggiungere questo equilibrio sono:

Automassaggio dell’addome

Respirazione addominale

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