Sistema miofasciale – Dolore al collo? Fai lavorare i piedi….

Sistema Miofasciale

Sotto lo strato adiposo del derma esiste una fascia costituita da tessuto connettivo fibroso, da fibre di collagene ed elastina, che avvolge e permea tutti i muscoli e gli organi. E’ ricchissima di recettori nervosi che trasmettono gli impulsi nervosi dalle zone periferiche verso il sistema nervoso centrale.

Il sistema miofasciale negli ultimi 15 anni ha aperto nuovi orizzonti nel metodo di cura adottati da osteopati e fisioterapisti.

Una fascia ben idratata ed elastica, che mantenga la sua viscosità, consentirà movimenti fluidi e liberi da tensioni proteggendo i muscoli, le ossa e gli organi.

  • Funzioni della fascia

  • Sostegno, stabilità e supporto
  • Grazie alla fascia le articolazioni e gli organi mantengono stabilità e un corretto funzionamento fisiologico
    Protezione
    Protegge le strutture anatomiche da tensioni, stress, aggressioni esterne, contrazioni violente, impedendo danni a organi, muscoli e ossa. Tranne che per alcune patologie, la fascia non raggiungerà mai uno stato di totale rigidità.
    Ammortizzatore
  • Grazie al potere visco elastico indotto dalla struttura a rete dei proteoglicani che sollecitati si trasformano in una sostanza visco elastica, la fascia consente di ammortizzare urti e compressioni. Proteoglicani e acido ialuronico avvolgono e infiltrano le fibre di collagene e di elastina generando un potere viscoelastico indispensabile a una funzione tissutale normale.
  • Emodinamica
  • La circolazione di ritorno che porta il sangue dalla periferia al cuore avviene tramite sistema linfatico e venoso che non ha una pompa potente come quella del sistema arterioso e le valvole sono insufficienti a svolgere tale compito. La fascia agevola il trasporto del sangue e della linfa verso il cuore attraverso un movimento di pompa erogante ininterrotto di 8-12 intervalli al minuto.
  • Difesa e supporto al sistema immunitario
  • E’ la prima barriera di difesa contro gli organismi patogeni e le infezioni.

 

Cosa può alterare il sistema miofasciale

  • Il sovraccarico muscolare, traumi diretti o microtraumi ripetitivi, quindi una cattiva postura che non consente di distribuire in modo uniforme il peso del corpo, infiammazioni, sono le principali cause dell'”infeltrimento” delle fibre costituenti la fascia con la conseguente formazione all’interno del tessuto muscolare di trigger point, responsabili del dolore e disagio spesso attribuito ad altre cause. Molti dolori e disturbi alla schiena, agli arti, al collo, così come molti squilibri posturali possono essere risolti in tempi brevissimi intervenendo sulla fascia e lavorando attivamente i punti trigger.

 

Come mantenere la fascia in una condizione ottimale 

  • Curare la postura facendo attenzione a mantenere una posizione di neutralità del bacino e camminare o stare seduti in modo consapevole. Una postura troppo rilassata o eccessivamente rigida spesso provoca  tensione fasciale.
  • Stretching e yoga consapevoli dirigendo il respiro nelle zone che si percepiscono dolenti o contratte, sono il modo migliore per prevenire infeltrimenti del tessuto miofasciale, purchè si lavori sul corpo ponendosi in una condizione di ascolto delle reazioni muscolari e nervose.

Intervenendo sulla fascia attraverso manipolazioni e massaggi profondi anche in zone distanti dal punto dolente, si possono risolvere in breve tempo dolori e fastidi che ci postiamo dietro da tempo. Grazie ai recettori presenti in ogni parte della fascia, anche un massaggio profondo ai piedi può far passare un dolore o liberare un’articolazione bloccata.

Nessuna meraviglia se dopo aver allungato e disteso le dita dei piedi, il dolore al collo scompare!

Ricordate attraverso la fascia tutto il corpo è CONNESSO

 

Potete fare una piccola verifica, attraverso un semplice esercizio che prevede la distensione dei piedi che provocherà una diminuzione della tensione nei muscoli del collo.

  • Assumete una posizione eretta, i piedi leggermente separati alla larghezza delle anche. Il bacino in posizione neutra le ginocchia dritte, ma non rigide.
  • Ruotate lentamente il capo a destra e sinistra e prendete mentalmente nota di quanto riuscite a ruotare e se avvertite qualche fastidio o impedimento.
  • Ora poggiate l’avampiede destro su una pallina da tennis, mantenendo il tallone per terra. Esercitate una pressione sulla pallina per 5 secondi e poi rilassate per 5 secondi. (ripetete 10 volte)

  • Spostate la pallina verso il centro del piede, poi di nuovo verso l’avampiede per 10 volte

  • Ora spostate la pallina sul tallone e portatela verso il centro del piede e di nuovo verso il tallone per 10 volte

  • Lentamente fate rotolare la pallina in tutta la pianta del piede, massaggiando con accuratezza per 20 secondi
  • Poggiate il piede a terra e provate a ruotare di nuovo il capo a destra e a sinistra

Vi accorgerete che il collo è più libero dal lato del piede che è stato massaggiato. Potete ora procedere con il piede sinistro.

Il miglioramento in realtà non si verificherà soltanto nella zona dolente, in quanto è il risultato di una distensione della fascia che con il passare dei giorni e la pratica di un’attività come lo yoga, consentirà la scomparsa delle zone fibrose e infiammate della fascia restituendo vigore alla circolazione sanguigna e sbloccando le zone di tensione muscolare.

 

L’importanza dei trigger point nella cura del dolore miofasciale

 

 

 

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